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RIDUTTIVA |
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L’intervento consiste nel ridurre il volume mammario e contemporaneamente ridarne una forma migliore, risollevandolo e riposizionando più in alto anche il complesso areola-capezzolo.
Tale intervento viene eseguito per risolvere problematiche estetiche e funzionali:
- Esteticamente un seno eccessivamente grande, è sgradevole poiché tende ad appesantire la figura oltre a rendere il seno stesso cadente con areole spesso slargate. La paziente ha difficoltà ad indossare abiti o costumi con taglie “normali” e si vede costretta a portare reggiseni come “corazze” per sostenere le mammelle.
- I problemi funzionali possono portare a vere e proprie patologie: sovraccarico della colonna vertebrale, cifosi-lordosi lombare, solco profondo e doloroso sulla spalla in corrispondenza del reggiseno, intertrigine cioè irritazione cutanea in corrispondenza delle pieghe ecc.
Tecnica chirurgica
Esistono tantissime tecniche per ridurre il seno. Quella da noi utilizzata prevalentemente è la tecnica di “Pitanguy”, con cicatrice finale detta a “T invertita” e cioè una periareolare, una verticale ed una orizzontale nascosta dal solco mammario. Queste cicatrici all’inizio sono evidenti ma, con il passare dei mesi tendono a scomparire. Esistono tecniche con cicatrici più ridotte che si utilizzano quando la quantità di ghiandola mammaria e di cute da asportare è minore o nelle mastopessi. In questi casi la cicatrice è solo verticale. L’intervento dura 2/3 ore (dipende dall’entità della riduzione) e necessita di almeno una notte di degenza.
Complicazioni
Essendo un intervento “ importante” e lungo, anche le complicanze possono essere più frequenti. Le infezioni sono rare; ematomi e sieromi sono possibili, ma facilmente risolvibili. Più frequentemente si possono avere “sofferenze” nella vascolarizzazione dell’areola, difetti nella cicatrizzazione, o piccole asimmetrie. Tutti risolvibili con piccoli ritocchi successivi.
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